Ciao, 

sto trasferendo il blog all’indirizzo lievementesvampitella.tumblr.com perché vorrei renderlo blog primario. Se volete continuare a seguirmi, per favore seguitemi lì, questo blog non so per quanto ancora lo errò aggiornato.. 

Grazie! 

(Rebloggato da teatravelbooksandcats)
(Rebloggato da teatravelbooksandcats)

Sono ormai 17 anni che giro il mondo in compagnia di mio marito. Tranne che in America Latina siamo stati praticamente ovunque. Non siamo mai stati via per periodi lunghissimi (tranne molti anni fa un mese fra Florida e Messico), per via dei nostri lavori, ma abbiamo sempre la valigia pronta, e praticamente una volta al mese, che sia per un weekend, una settimana o quindici giorni, andiamo da qualche parte.

Fino a qualche anno fa, mi godevo il viaggio, ma poi si tornava qui ed era ok.

Da qualche anno, il tornare mi è divenuto insopportabile. Non ne posso più di andare a vedere posti fantastici abitati da gente altrettanto fantastica e poi tornare qui, in mezzo al nulla, in mezzo ai visi tristi tristi, in una cittadina anonima dove non accade mai nulla di interessante, ma soprattutto dove ormai io non mi trovo più a mio agio.

Sono stata in troppi posti, ho avuto a che fare con troppe persone meravigliose, ho visto tante cose, ho vissuto stupende esperienze, e adesso non sono più la persona che ero prima e non ho più niente in comune con la maggior parte delle  persone che vivono qui.

Mi sono anche stancata di essere sempre in movimento, di fare viaggi stancanti e brevi, che appena inizi ad ambientarti nel posto in cui sei, è già ora di andarsene via.

Quello che desidero da tempo è trovare un posto incantevole, innamorarmene e poi restare là a vivere. Non sono vecchia, sono in un’età dove tutto è ancora possibile e io voglio vivere in un posto meraviglioso facendo ciò che mi piace, e avere amici meravigliosi. In questo modo, innanzitutto non avrò bisogno di viaggiare in continuazione perché starò bene dove sto, e inoltre quando faremo un viaggetto e sarà ora di tornare dirò “Bene, la vacanza è stata fantastica, ma sono felice di tornare a casa” invece di piangere disperata per tutta la durata del viaggio di ritorno e oltre.

Quindi, gli ultimi viaggi fatti sono stati anche progettati con lo scopo di trovare un bel posto dove vivere. E l’ho trovato.

Lo scorso aprile, guardando la mappa dell’Andalusia per progettare il giro che avremmo fatto in macchina, ho osservato quel punto sulla cartina, dove c’era quel piccolo paese e ho detto a mio marito “secondo me dovremo tenere d’occhio questo posto. Così a pelle sento che mi piacerà molto”. E così è stato. Amore a prima vista. Ci sono voluta tornare due mesi dopo per essere sicura, e mi sono definitivamente innamorata. E’ casa mia, è perfetto.

E ci andrò a vivere la prossima estate, nessuno potrà fermarmi. E lì aprirò un piccolo, accogliente caffè letterario, che è il sogno della mia vita. Un locale pieno d’atmosfera, dove le persone verranno per rilassarsi e sentirsi accolte e coccolate. Si siederanno al tavolino o su un divano, leggeranno, si rilasseranno, ascolteranno buona musica, si chiacchiererà, si riderà insieme.

La mia felicità: un piccolo paese tutto bianco di fronte all’oceano, un caffè letterario tutto mio, il vento, il sole, gente meravigliosa. Una vita tutta nuova, una vita felice!

Oggi è il compleanno di mio padre, e io me n’ero completamente dimenticata. Ho telefonato a mia madre per parlarle di una cosa e lei me l’ha ricordato. Così l’ho chiamato, e in una telefonata durata come al solito tre secondi o poco più gli ho fatto gli auguri.

Mio papà. Da bambina lo adoravo. Ogni tanto, quando la sera ero a letto, immaginavo che morisse e piangevo tantissimo. Nonostante fosse chiuso e di poche parole, era il mio eroe.

Da adolescente, era il genitore ideale: mi lasciava fare tutto ciò che volevo, ogni volta che gli chiedevo il permesso di fare qualcosa la risposta era sempre “se tua mamma è d’accordo, per me va bene”. Fumavo, bevevo, stavo fuori fino al mattino e lui niente. Da grande, ho capito che faceva così perché non è mai stato capace di prendere una posizione o avere un minimo di coraggio. Qualsiasi cosa andava bene, purché non si disturbasse la sua tranquillità e indifferenza verso la vita. Vita che per lui era: lavoro, bar, televisione, letto. E che adesso è: letto, televisione, bar, televisione, letto.

Mi chiedo spesso come sarebbe stata la mia vita se i miei genitori fossero stati diversi. E ogni volta mi dico che è meglio che non me lo chieda. Vivo di rabbia. La rabbia è il mio pane quotidiano, il mio nutrimento.

Però. Ho deciso che fra poco uscirò e andrò in centro. Comprerò un piccolo regalo per il mio papà. E lo farò felice. 

"Insomma: al solito mi ritrovo la testa insacchettata, e di pastafrolla. I pensieri che schizzano, si squagliano, i polpastrelli delle mani e dei piedi che non mi sembrano più i miei. 

La vita che faccio, non mi sembra la mia. 

Anzi, no: mi sembra la mia. Dio Mio, certo che è la mia. Ma senza di me. 

E il brutto è che a guardarla così mi appare facile, perfino bella, la mia vita senza i me. 

Dunque il problema forse sono io.”

Chiara Gamberale, “Quattro etti d’amore, grazie”

Lo que más vale en el mundo no se compra con dinero
You must love in such a way that the person you love feels free.
Thich Nhat Hanh  (via cornflowers)

(Fonte: onlinecounsellingcollege)

(Rebloggato da tinnacriss)